CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI

- Prima Parte -  

L'esigenza di avere a disposizione notevoli quantità di cibo per lungo tempo ha spinto l'uomo a trovare metodi capaci di conservare le qualità organolettiche e le proprietà nutritive degli alimenti. I metodi più antichi sono l'essiccamento, la salagione, la bollitura e la cottura. Oggi le tecniche di conservazione sono classificate in base al mezzo utilizzato: fisico, fisico-chimico, chimico, biologico.

1) Mezzi Fisici

Refrigerazione. Consiste neI ridurre la temperatura ambiente poco al di sopra del punto di congelamento del prodotto, ciò consente un rallentamento delle attività enzimatiche e microbiche. Si impiega per la conservazione di frutta (20-120 giorni), ortaggi (15 giorni), pesce fresco (7 giorni), carni fresche (30 giorni), uova (120 giorni a 0 °C), burro e formaggi. Vantaggi: consente la distribuzione dilazionata nel tempo di prodotti alimentari deperibili, impiegando un metodo di conservazione più economico del congelamento e della surgelazione.

Congelamento. Consiste in una rapida rimozione del calore dell'alimento al di sotto del suo punto di gelo. Le basse temperature (-8, -12, -20 °C) bloccano sia le attività enzimatiche, sia quelle microbiche. Serve per la conservazione di prodotti ortofrutticoli, delle carni, del pesce e delle uova. Gli alimenti possono subire modificazioni nei loro caratteri fisici (alterazione del colore) ed organolettici, chimici (diminuzione del glicogeno) ed istologici (lesioni delle membrane cellulari dovute alI'azione traumatica del ghiaccio).

Surgelazione. Consiste nell'abbassare la temperatura del prodotto, confezionato in pacchetti originali, da + 20 °C a-20 °C in meno di tre ore e nel conservarlo sempre a temperature bassissime (oltre -20 C°) Vantaggi: i prodotti conservano inalterati per lungo tempo (anni) i propri caratteri organolettici e sostanzialmente anche il valore nutritivo.

Pastorizzazione. Consiste in un riscaldamento del prodotto (liquido) ad una temperatura opportuna e per un tempo opportuno: una temperatura tra i 65 e i 75°C determina l'inattivazione di gran parte della carica microbica e delle attività enzimatiche. La Pastorizzazione permette la conservazione di prodotti liquidi come latte (3 giorni), succhi di frutta, vino, ecc. Vantaggi: il riscaldamento del prodotto, con la distruzione della flora batterica, si accompagna solo a una parziale denaturazione del principi nutritivi (proteine, vitamine, ecc.).

 Sterilizzazione. Consiste nel riscaldare l'alimento a 120 °C o poco al di sopra di questa temperatura per tempi diversi in funzione delle caratteristiche del prodotto. Questa temperatura determina l'inattivazione di qualsiasi forma microbica e di qualsiasi attività enzimatica. Serve nella preparazione delle conserve sia vegetali (pelati, legumi) che animali (carne in scatola, tonno in scatola, ecc.). Svantaggi: i prodotti possono subire delle alterazioni nei loro caratteri fisici (coagulazione delle proteine) e chimici (idrolisi degli zuccheri, inattivazione di parte delle vitamine, ecc.). Vantaggi:il prodotto rimane conservato a lungo (anni) senza ulteriori costi, acquistando talvolta caratteri organolettici che sono graditi al consumatore.

Tindalizzazione. Consiste in una sterilizzazione discontinua fra i 60 e i 100°C. Nell'intervallo tra i trattamenti termici viene favorito lo sviluppo delle spore; l'improvviso rialzo termico determina poi l'inattivazione delle forme microbiche che si sono sviluppate. Questa tecnica viene impiegata per la conservazione di liquidi ricchi di albuminoidi, che non sopportano temperature superiori ai 100 °C. Vantaggi: i prodotti conservano buoni caratteri organolettici.

Upperizzazione (o UTH: ultra haute temperature). Consiste nel riscaldare rapidamente il prodotto a 75-85 °C, a questa temperatura viene per un attimo iniettato vapore (130-140 °C) cui fa seguito la degassificazione. Vantaggi: si ottiene una riduzione pressoché completa della carica microbica ed una ridotta alterazione delle caratteristiche alimentari del latte, che tuttavia assume il sapore di "cotto".  

Essiccamento. Consiste nell'esporre il prodotto a una fonte di calore naturale (sole) o artificiale (es. essiccatori a polverizzazione, per la produzione di latte in polvere; a corrente d'aria, per la disidratazione di succhi di frutta, prodotti di panificazione e dolciari). La forte disidratazione degli alimenti e la conseguente concentrazione delle materie organiche e saline che Ii compongono bloccano la moltiplicazione dei microrganismi. L'essiccamento è utile per la conservazione sia di prodotti vegetali (fichi, prugne, albicocche, pomodori, funghi), sia di prodotti animali (stoccafisso, carne per lo più ridotta in polvere, latte, uova). Vantaggi: il prodotto così trattato, in alcuni casi chiuso in recipienti sterili, si conserva a lungo senza ulteriori costi.  

Concentrazione. Consiste nell'eliminare parte deIl'acqua del prodotto, sotto forma di vapore o attraverso l'uso di membrane osmotiche. Con questo metodo si ottiene una disidratazione relativa che serve per la conservazione di succhi di frutta e di pomodoro, estratti di carne, latte concentrato, ecc. Vantaggi: il prodotto viene chiuso in recipienti sterili e come per l'essiccamento si conserva a lungo senza ulteriori costi.  

Liofilizzazione. Consiste nell'allontanare dal prodotto l'acqua per sublimazione. La disidratazione avviene sotto vuoto spinto a bassissime temperature. La liofilizzazione è impiegata per conservare frutta, patate, uova, carne, verdure. Il prodotto, se conservato sotto vuoto spinto, mantiene pressochè intatte le caratteristiche biochimiche e biofisiche originali e può essere riportato allo stato primitivo senza alterazioni con la semplice aggiunta di acqua. Purtroppo questa tecnica ha un costo estremamente elevato.  

Filtrazione. Consiste nel filtrare il prodotto alla stato fisico di liquido attraverso filtri con pori di diametro inferiore a quello dei microrganismi, permettendo in questo modo la sterilizzazione. Serve per la conservazione in recipienti sterili di succhi di frutta e per la potabilizzazione dell'acqua.  

Uso di radiazioni ionizzanti. Questo tecnica di conservazione consiste nel "bombardare" l'alimento con particelle alfa e beta e con radiazioni gamma e X. Le radiazioni ionizzanti agiscono determinando la rottura dei legami fra gruppi di atomi che costituiscono le molecole; questo offre la possibilità di inattivare le attività enzimatiche e ogni microrganismo inquinante. In Italia è consentito l'impiego di radiazioni gamma per trattare, a scopo antigermogliativo, patate, cipolle e aglio.  

2) Mezzi fisico-chimici

Affumicatura. Consiste nell'esporre gli alimenti ad una corrente di fumo di legna (quercia, faggio, abete, pino) o di piante aromatiche (lauro, rosmarino, salvia) o di speciali prodotti per determinati giorni a 25 °C, oppure per alcune are a 70-100 °C. Questo determina sia la disidratazione ad opera del calore (azione fisica) che crea un ambiente sfavorevole alla riproduzione microbica, sia il fenolo e le altre sostanze da esso derivate presenti nel fumo (azione chimica) provocano un effetto antisettico e microbicida. L'affumicatura è impiegata per la conservazione di pesce, carne, insaccati, ecc. Questo sistema, utilizzato insieme alla salagione e/o alI'essiccamento, consente di conservare i prodotti per Funghi periodi di tempo senza costi aggiuntivi. In aggiunta gli alimenti così trattati acquistano un sapore particolare e gradevole.

 

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  *Newsletter salute dott. Emiliano Giumetti

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