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La profezia di celestino
è un romanzo che ha riscosso
un notevole successo negli ultimi anni, vendendo migliaia di copie negli Stati
Uniti e nel mondo. Si tratta di una storia avventurosa dai risvolti
"spirituali", ma l'impressione nel leggerla è stata di un intreccio
troppo semplicistico e di scarso realismo.
Al protagonista giunge voce di un antico e misterioso
manoscritto rinvenuto in Perù e decide di recarvisi per scoprire di cosa si
tratta. Qui apprende che il governo peruviano nega la sua esistenza e vuol
distruggere tutte le traduzioni in circolazione, aiutato dalla gerarchia
cattolica, che teme possa minare la religione tradizionale. Tuttavia il
protagonista non fa che imbattersi in persone che da diversi anni lo leggono, lo
studiano e lo rispettano come un vero testo sacro. Ed è piuttosto strano che
nessuno di questi personaggi abbia mai pensato di faxare il testo ai giornali
mondiali per divulgarne il contenuto…
Il manoscritto, redatto da qualche indigeno maya del 600
a.C. in aramaico (la lingua degli antichi ebrei!), contiene ben 9 illuminazioni,
che vanno dal significato delle "coincidenze", fino al controllo
dell'energia dell'universo (qualcosa che ricorda la forza jedi di Guerre
Stellari). Purtroppo il contenuto di questo manoscritto non viene mai riportato
testualmente dall'autore, ma è solo raccontato e illustrato dai vari personaggi
che lo hanno letto. Nelle illuminazioni, si predice il Medioevo, il
Rinascimento, si parla di evoluzione del cosmo e delle specie, di psicologia
individuale e di traumi infantili… costruendo una vera opera saggistica sul
senso della vita! Decisamente notevole per un indigeno dell'epoca… E non viene
mai spiegato come sia stato possibile tradurre dall'aramaico un testo di questa
complessità, né come si possa essere sicuri dell'autenticità della
traduzione…
Ma la cosa più sorprendente è che tutti i personaggi
coinvolti nella storia, inclusi alcuni studiosi, si occupano solo del contenuto
del testo, applicandosi negli esercizi spirituali indicati e dedicandosi alla
propria "evoluzione", senza curarsi minimamente del valore storico del
reperto o del mistero archeologico che racchiude!
Inoltre vi sono diverse situazioni poco probabili e
infantili: personaggi che assumono decisioni sulla base di sogni o di desideri
improvvisi, perché così insegna il manoscritto, personaggi che si perdono
nella jungla e si rincontrano in continuazione, come se il Perù fosse un
piccolo paese, e che si interrogano sui significati "nascosti" di
questi incontri, personaggi che diventano invisibili, perché la
"vibrazione" spirituale delle proprie molecole raggiunge livelli molto
alti…
La carenza di realismo del romanzo deriva evidentemente
dal fatto che l'autore non è interessato alla trama della storia, ma unicamente
alla illustrazione della propria filosofia, e quindi tutte le vicende del
romanzo servono solo per offrirgli spunti di considerazioni morali. Perfino la
breve storia d'amore del protagonista con una giovane donna, dopo brevi momenti
si perde, senza alcuna conclusione.
Se vi è sicuramente qualcosa di affascinante in alcune
riflessioni filosofiche, il risultato complessivo è tuttavia solo una favola in
stile new age, con molti buoni sentimenti, ma con una struttura decisamente
troppo leggera.
Paolo Dune, 2000
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