FARMACI CHE AMMALANO
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Titolo:
Farmaci che ammalano |
Sintesi
e recensione a cura di Nunzio Miccoli - numicco@tin.it
Henry Gadsden, direttore generale dell'industria farmaceutica Merck, si
lamentava perché le medicine erano usate solo dalle persone malate, perciò,
dopo aver fatto la scelta dei vaccini preventivi per le persone sane, oggi le
strategie di marketing delle case farmaceutiche prendono di mira anche le
persone sane, trasformando i normali disturbi e le indisposizioni in malattie.
Sfruttando la paura della morte e quella del decadimento fisico, non si vogliono
più vendere medicine solo ai veri malati, così sono divenute malattie la
timidezza, la tensione premestruale, le disfunzioni sessali, la menopausa
e il deficit di attenzione.
Inoltre chi è a rischio di una patologia è curato come un ammalato vero,
nell'uso dei farmaci poi non si tiene conto dei loro effetti collaterali,
comunque, con la politica delle case farmaceutiche, cresce il consumo di
medicine e, conseguentemente, la spesa sanitaria.
A New York Vince Parry, autore del libro: "The art of branding a condition",
con il suo ufficio marketing collabora con case farmaceutiche per inventare
nuove malattie, per dare nomi di nuove malattie a vecchi disturbi per il
mercato delle pillole, afferma che per creare nuovi mercati per i farmaci,
bisogna trasformare i disturbi naturali in patologie,
I medici che prescrivono medicinali, sono comprati dalle case farmaceutiche con
premi e incentivi, le cause farmaceutiche sponsorizzano i convegni dei
medici, perciò si dice che tutti gli anziani hanno l'ipertensione e devono
essere curati, che milioni di persone hanno il colesterolo alto che deve essere
curato, che le donne anziane sono minacciate da osteoporosi e vanno curate, così
la passeggera depressione dei giovani è curata, l'iperattività dei bambini
pure.
Come la religione si fonda sulla paura, sulla paura si è organizzata
l'industria farmaceutica, per lanciare malattie e medicine la strategia
promozionale punta sulla paura, come la paura dell'infarto, la paura della
menopausa che spinge le donne alla terapia ormonale sostitutiva, la paura di una
morte prematura serve a far vendere medicinali contro il colesterolo, la paura
del suicidio tra i giovani spinge ad imbottirli di psiocofamaci.
Disgraziatamente però, poiché le medicine immesse nel mercato non sono
sperimentate efficacemente, queste a volte causano proprio il male che
dovrebbero prevenire, infatti, l'ormonoterapia nelle donne accresce i rischi
d'infarti e di tumori e gli antidepressivi aumentano i pensieri suicidi nei
giovani.
Per raggiungere i loro fini, le case farmaceutiche contavano sulla
collaborazione non disinteressata dei medici, sul marketing, sulla pubblicità,
sulla collaborazione delle associazioni di pazienti, sulla collaborazione dei
divi dello spettacolo e dello sport, naturalmente remunerati, sugli informatori
del farmaco, sulla stampa e sulla collaborazione legislativa dello stato, il
quale riceve ordini dalle lobby farmaceutiche.
E' stata alimentata la paura della malattia chiamata ipercolesterolemia,
ignorando che il colesterolo è un elemento essenziale del nostro organismo e
che solo quando è elevato comporta rischi di ictus e attacchi cardiaci, però
non è solo il colesterolo a determinare i disturbi cardiaci. I farmaci che
abbassano il colesterolo, chiamati statine, andrebbero usati solo dalle persone
che hanno avuto disturbi cardiaci, per gli altri basta cambiare la dieta,
smettere di fumare e fare movimento.
La prima statina, il Mevacor della Merck fu raccomandata, a scopo preventivo,
anche per il colesterolo basso, oggi il mercato è dominato dal Lipitor
della Pfizer, la statina Baycol della Bayer è stata ritirata dal mercato, perché
implicata in numerosi casi di morte, della statina Crestor dell'AstraZeneca si
è chiesto il ritiro perché provoca deperimento muscolare e disfunzioni renali
Sulla spinta della case farmaceutiche, la definizione di colesterolo alto è
stata ridefinita, abbassando la soglia di rischio, in modo da classificare come
malate un numero maggiore di persone sane, in USA otto dei nove esperti che
hanno redatto le nuove direttive sul colesterolo lavorano per le
maggiori case farmaceutiche.
L'influenza dell'industria farmaceutica sulla formazione dei medici e nella
ricerca medica condizionano il modo in cui i medici prescrivono le medicine, i
medici sono assediati da un esercito di rappresentanti di case farmaceutiche, i
corsi d'aggiornamento dei medici e i loro convegni sono finanziati dalle
case farmaceutiche.
Le industrie farmaceutiche finanziano la ricerca sui medicinali, al 100% quella
sui test sui medicinali, per evitare che siano bocciati, così sono arrivati in
commercio medicinali che fanno solo danni e l'FDA, ente governativo americano
che dovrebbe controllare la bontà delle medicine, è collusa con le case
farmaceutiche, dalle quali riceve finanziamenti, perciò fa finta di non
vedere.
In tutto il mondo occidentale, alcuni medici hanno la funzione d'opinion-leaders,
istruiscono i colleghi in convegni e seminari sponsorizzati dall'industria
farmaceutica e pubblicano articoli medici su riviste finanziate con la pubblicità
dell'industria farmaceutica, questi personaggi occupano posti chiave in istituti
e accademie, però sono nel libro paga delle case farmaceutiche.
I dottor Jhon Abramson, docente alla Harvard University, autore di "Overdosed
America" HarperCollins - New York 2004, ha definito eccessivo l'uso
delle statine per il colesterolo e rischioso il suo uso.
Dire alle persone che hanno il colesterolo alto può generale in loro uno stato
d'ansia, non esistono prove che le statine riducano le probabilità di morte
prematura, inoltre le case farmaceutiche, per aiutare la vendita di medicine,
forniscono statistiche false.
Le malattie cardiache sono legate al fumo, alla vita sedentaria, ad una dieta
sbagliata, all'obesità, all'ipertensione, al diabete e per ultimo all'elevato
livello di colesterolo nel sangue, non si può chiamare in causa solo il
colesterolo.
Secondo la dottoressa Iona Heath di Londra, la promozione di prodotti
farmaceutici sta stravolgendo il concetto stesso di prevenzione delle malattie o
profilassi e trascura che la cattiva salute spesso è dovuta alla povertà,
mentre le medicine sono normalmente dirette ai ricchi che mangiano troppo o in
maniera sbagliata.
Anche le statine hanno effetti collaterali e possono essere mortali, possono
produrre deperimento muscolare, disfunzioni renali e danni e al fegato, a
causa della statina Baycol, la Bayer ha già dovuto risarcire 3.000 persone e
altri 8.000 processi sono in corso, mentre la statina Crestor dell'AstraZeneca
è sotto tiro da parte di un'associazione di consumatori americana.
Negli Stati Uniti il ritiro dei farmaci è deciso dall'FDA, Food and Drug
Administration, organo governativo che controlla la sicurezza delle medicine,
però anche l'FDA riceve finanziamento dalle case farmaceutiche, l'esame dei
farmaci svolto dall'FDA è sovvenzionato dall'industria farmaceutica, una
situazione analoga esiste in altri paesi occidentali.
Il conflitto d'interessi domina l'intero sistema sanitario e arriva al cuore
d'enti regolatori come l'FDA, il dottor Bryan Brewer, ricercatore del National
Institutes of Health, era anche relatore pagato dall'Astra Zeneca, perciò
definì sicuro il suo Crestor, non è l'unico ricercatore ad avere stretti
legami finanziari con l'industria farmaceutica, un altro ricercatore aveva
ricevuto 430.000 dollari dall'industria farmaceutica, un altro azioni
farmaceutiche per quasi due milioni di dollari.
I membri dei comitati dell'FDA sono medici, con forti legami con le case
farmaceutiche, alcuni di loro sono andati in pensione e sono andati a
lavorare alle dipendenze di case farmaceutiche, dopo aver collaborato per anni
con esse.
Il giornalista e ricercatore sanitario Thomas Moore www.thomasjmoore.com ha
denunciato che alcuni medici hanno proposto di immettere le statine nell'acqua
potabile, come si fa per il fluoro, i ricercatori Lisa Schwartz e Steve Woloshin,
sul Journal of General Internal Medicine, hanno denunciato i rischi delle cure
farmacologiche per tutti, ricordando che i medici sono legati ai produttori di
farmaci.
La depressione, forse dovuta ad uno squilibrio chimico della serotonina nel
cervello, è divenuta una patologia psichiatrica e si cura con farmaci SSRI, cioè
gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, tra essi il Prozac
della Lilly, il Paxil della GSK e lo Zoloft della Pfizer, questo tipo
d'antidepressivi è divenuto uno dei farmaci più venduti.
Si dice che la depressione è causata da una deficienza di serotonina, però
ancora nessuno lo ha ancora provato, comunque i medici, esposti ai
rappresentanti delle case farmaceutiche, generalmente favoriscono le terapie a
base di medicinali e puntano sui medicinali più costosi, invece che su quelli
generici, meno cari e con brevetti scaduti.
Questi antidepressivi non sono più efficaci dei placebi, come effetti
collaterali comportano alcuni problemi e causano l'aumento dei suicidi tra i
giovani, mentre li dovrebbero prevenire, infatti, la loro pubblicità punta
proprio sulla paura del suicidio tra i giovani.
Il mondo della psichiatria è finanziato dalle società farmaceutiche, che
sponsorizzano riunioni scientifiche e congressi di medicina, durante i quali si
mangia bene e si gode di bella villeggiatura pagata.
Perciò è stata anche inventata la sindrome dell'ansia generalizzata, il dottor
Loren Mosher ha dichiarato che la psichiatria è stata comprata dalle case
farmaceutiche www.moshersoteria.com, denuncia che gli psichiatri non
comprendono più i pazienti nella loro interezza e avallano un generale uso e
abuso di sostanze chimiche tossiche.
Il dottor David Healy, psichiatra dell'Università del Galles, dice che imputare
alla serotonina la depressione è esagerato, però serve a vendere gli attuali
antidepressivi, "Let them eat Prozac" James Lorimer & Company Ltd,
2003.
Lo psichiatra William Narrow, citato nel libro "Farmaci che ammalano"
di Ray Moynihan e Alan Cassels, ha dichiarato che tante persone, diagnosticate
come disturbate mentali, non presentano disturbi clinicamente significativi che
richiedano una cura farmacologia, che i depressi gravi sono molto meno di quelli
denunciati dalle statistiche truccate dalle case farmaceutiche, che servono ad
impressionare, dice anche che i casi lievi non meritano nemmeno di essere
curati.
Altri ricercatori però, finanziati dalle industrie produttrici, difendono gli
antidepressivi, perciò tanti di quelli che ricevono una cura, in realtà non
n'avrebbero bisogno, le case d'antidepressivi finanziano anche la formazione dei
medici sulla depressione, conseguentemente, alcuni test medici
riconoscono alcune persone come affette da disturbi mentali, quanto non lo sono
affatto.
Gli antidepressivi hanno gravi effetti collaterali, il Sermone della
Bristol-Meyers Squibb, fu ritirato dal commercio perché favoriva
l'epatite e l'insufficienza epatica, Prozac, Paxil e Zoloft causano
problemi sessuali, Paxil favorisce la dipendenza, tutti fanno aumentare i
pensieri suicidi in bambini e adolescenti.
Questi farmaci aumentano i rischi di comportamenti suicidi e non alleviano la
depressione meglio di un placebo, l'FDA e i governi dovrebbero impedire
l'uso di queste medicine, invece l'FDA è finanziata dall'industria
farmaceutica, che è influenza anche il Congresso e la Casa Bianca.
La dottoressa Iona Heath di Londra sul "British Medical Journal" ha
attaccato i test che qualificano malati mentali le persone tristi, malinconiche,
infelici o depresse, dice che la depressione può passare, che i medici
dovrebbero ascoltare di più i pazienti, che il disagio mentale può dipendere
da un dolore fisico, dalla perdita di una persona amata, dalla perdita o dalla
mancanza del lavoro, da un coniuge violento, da un alloggio inadeguato o dalla
mancanza d'alloggio.
La Heath è contro la politica di una pillola per ogni malattia, consiglia
lezioni di ballo e movimento, il dottor Warren Bell, del British Columbia, ha
cacciato dal suo studio i propagandisti dell'industria farmaceutica, sulla
stessa linea è un'associazione di New York, che esorta i medici a rifiutare gli
omaggi delle case farmaceutiche.
Se gli antidepressivi SSRI sono stati accettati dai medici, è stato per
l'attività di propaganda dei rappresentanti di medicine, che spacciano processi
naturali per malattie da curare con i farmaci.
Con la menopausa, le case farmaceutiche hanno introdotto una terapia ormonale
sostitutiva, che fa più male che bene, questa terapia considera disturbo il
periodo della vita di una donna in cui cessa il ciclo mestruale e la fertilità.
La terapia ormonale sostitutiva è stata introdotta dalla ditta Wyeth, con il
farmaco Premarin, le attrici propagandano questa cura, com'è accaduto con la
depressione, la terapia ormonale sostitutive provoca gli stessi disturbi che
dovrebbe prevenire ed anche il tumore al seno.
La pubblicità delle case farmaceutiche affermano che, con la menopausa, le
donne, a causa della perdita d'estrogeni naturali, sono soggette ad Alzheimer,
infarto, cancro, cataratta, sudorazioni, secchezza della vagina, fratture alle
ossa, questa pubblicità però non fa cenno agli effetti collaterali della
terapia sostitutiva, a base d'estrogeni sintetici.
Bisognava convincere le donne che la menopausa non era una fase naturale
della vita, ma una malattia dovuta alla perdita d'estrogeni, però questa
terapia aumentava i rischi d'infarti, ictus, emboli e cancro al seno e all'indometrio,
che avrebbe dovuto prevenire.
Se la menopausa era una malattia da carenza ormonale, con gli estrogeni
sintetici alle donne di qualunque età era promesso di avere una vita
sessuale normale, al riparo da disturbi e di certe malattie, perciò si prese a
spingere ad usare gli estrogeni anche per combattere i disturbi da mestruazioni.
La nuova idea della menopausa sembrava contribuire alla liberazione della donna,
per i medici, non si poteva liquidare la menopausa come semplice stato d'animo,
la menopausa andava patologizzata, naturalmente le campagne che lanciavano
questa terapia erano finanziate dalla Wyeth.
La terapia sostitutiva combinata successiva o TOS della Wyeth aggiunse
all'estrogeno il progesterone, con il farmaco Premuro, che doveva
prevenire fratture, cardiopatie e deficit cognitivo, questo medicinale era
presentato come l'elisir di lunga vita, una panacea sponsorizzata in convegni in
tutto il mondo. Si voleva ignorare che la menopausa era una condizione
fisiologica normale, che si poteva alleviare con l'esercizio fisico, la dieta ed
eliminando il fumo.
Però in Australia lo studio HERS evidenziò che i test fatti su gruppi di donne
in menopausa, con i TOS combinati e con un placebo, evidenziò che le donne
curate non stavano meglio di quelle che ricevevano il placebo, il farmaco non
era in grado di prevenire infarti, ciò malgrado, la campagna pubblicitaria
continuava a sostenere che proteggeva da Alzheimer, infarto e cardiopatie,
questa campagna era spacciata per informazione.
La terapia ormonale sostitutiva faceva più male che bene, favorendo infarti,
ictus, emboli e cancro al seno, invece di prevenire la cardiopatia, i farmaci la
causavano, invece di prevenire l'Alzheimer, favorivano la demenza, non
alleviavano i sintomi della menopausa, non miglioravano la salute complessiva,
la qualità della vita, la vitalità e l'appagamento sessuale.
A volte questi farmaci possono avere benefici sulle vampate di calore e sulle
turbe del sonno, però la fiducia complessiva su questa terapia era basata su
dati scientifici e statistici viziati perciò, anche se ancora oggi la terapia
TOS è raccomandata per ridurre i fischi di malattie cardiovascolari, i medici
più sensibili hanno ridotto le prescrizioni di TOS, che perciò hanno
registrato un forte calo.
Comunque ancora oggi il mercato della menopausa conta sul contributo di star a
pagamento, nei talk show televisivi conta su personaggi dello sport e
dello spettacolo, finanziati dai fabbricanti di queste medicine, questi fanno
propaganda ai TOS, senza parlare dei loro effetti collaterali.
Il disturbo definito DDAI sta per deficit d'attenzione e iperattività dei
bambini ed è curato con il Ritalin della Ciba-Geigy, nella propaganda si dice
che il male è un disturbo sottodiagnosticato, ma curabile con i farmaci.
La casa farmaceutica Shire produce il farmaco concorrente Adderall, mentre la
prima società a produrre farmaci per il DDAI è stata la Lilly con lo Strattera,
che a differenza del Ritalin e dell'Adderall, non è un'anfetamina ma uno
stimolante, le anfetamine sono droghe che danno dipendenza.
Queste aziende farmaceutiche finanziano l'associazione privata americana CHADD,
costituita da genitori di bambini disturbati da DDAI, e la rivista Attentin, che
tratta anche di questa patologia, perciò, secondo la CHADD, questi farmaci
costituiscono il trattamento più efficace della patologia.
Non è ancora provato quali siano le cause di questo disturbo, problemi
biologici, chimici del cervello, sociali, fisici, culturali ed economici, se il
disturbo è ritenuto biochimico, se n'avvantaggiano le società farmaceutiche
che vendono psicofarmaci e presentano il male come disturbo neurobiologico.
Però le case farmaceutiche non sono soddisfatte dicono che esiste anche un
deficit d'attenzione degli anziani e vorrebbero lanciare un DDA per gli anziani,
i quali denunciano deficit d'attenzione ma non l'iperattività dei bambini.
L'esperto di marketing farmaceutico Vince Parry dice che le case farmaceutiche
riuniscono gli opinion leaders, medici, divi, sportivi e associazioni di
pazienti, per mettere a punto nuove malattie e pubblicizzare medicine per
curarle. Le operazioni di sensibilizzazione si fanno con campagne pubblicitarie,
con corsi di formazione per medici e con servizi giornalistici ad hoc,
Parry dice che le case farmaceutiche fabbricano le malattie.
Si dice che lo DDAI dipenda da una trasmissione biochimica difettosa nel
cervello, il medicinale preparato per gli adulti affetti da DDA, cioè dal solo
deficit d'attenzione, è lo Strattera della Lilly, medici e case
farmaceutiche dicono che anche questa malattia è sottodiagnosticata e
sottocurata.
La Ciba-Geigy, produttore del Ritalin, ha presentato il medicinale alle scuole,
ai genitori, agli insegnanti e alle associazioni di genitori, i tal modo,
l'uso dell'anfetamina entrava legalmente nella scuola.
Oggi l'associazione CHADD degli infermi di DDAI è più concentrata sul farmaci
che sulla ricerca delle cause reali della presunta malattia, s'ignora che i
bambini a scuola sono sottoposti a stress e sono naturalmente irrequieti, i
nostri nonni dicevano che i bimbi irrequieti avevano l'argento vivo addosso, in
vece le case farmaceutiche preferiscono puntare il dito sugli squilibri
chimici del cervello, curabili con psicofarmaci.
Purtroppo in USA i bambini affetti da DDAI aumentano, anche perché a scuola
hanno diritto a servizi didattici speciali, così ha preteso la lobby
farmaceutica dal governo, intanto gli psichiatri hanno ampliato la
definizione del disturbo di deficit d'attenzione, DDA, inserendolo nel DSM,
cioè il prontuario americano dei disturbi mentali.
Se il DDA è un disturbo neurologico curabile con le anfetamine, vuol dire che
le anfetamine migliorano l'attenzione e sono stimolanti che migliorano le
prestazioni, purtroppo le anfetamine danno dipendenza e oggi le anfetamine
contro DDAI sono somministrate anche ai bambini, si dice che servono per andare
meglio a scuola, però tanti bambini, divenuti dipendenti, da questi fermaci poi
passano alle altre droghe.
Ancora non si sa se l'ipertensione sia una malattia o un fattore di
rischio, si combatte l'ipertensione per evitare infarti ed ictus, la pressione
alta attira molto attenzione da parte della case farmaceutiche, perché può
essere controllata con i farmaci e perché ha un target costituito praticamente
da tutti gli anziani.
Per favorire la vendita di farmaci, il livello massimo accettabile
d'ipertensione è stato abbassato, la vendita di questi medicinali è stata
anche facilitata da trucchi statistici, si vendono questi medicinali a persone
in buona salute, a scopo preventivo si dice, oggi la cura è raccomandata
anche a quelli che hanno una pre-ipertensione, cioè che non hanno una pressione
ancora alta.
Non si dice agli anziani che la pressione si abbassa con il movimento,
eliminando il fumo e cambiando alimentazione e stili di vita.
Nel 1999 l'associazione internazionale dei consumatori, Health Action
International, e 800 medici scrissero al WTO, Organizzazione mondiale della
sanità, denunciando che i livelli ottimali di pressione raccomandati dal WTO
erano troppo bassi perché basati su suggerimenti delle case farmaceutiche
www.uib.no/isf/letter/ .
Bisogna dire che chi non fuma, non ha avuto infarti, ictus, angina e non ha il
diabete, anche se ha la pressione un po' alta, non abbisogna di medicine, invece
le case farmaceutiche stimano il rischio per gli ipertesi dieci volte più alto
di quello che è realmente.
Oggi una diagnosi d'ipertensione procura ad un medico un paziente a vita, il
dottor Malcolm Kendrick di Manchester-Inghilterra ha denunciato un'iniziativa
americana che raccomanda il controllo della pressione anche ai bambini di tre
anni www.redflagsweekly.com/.
Va detto che, nel contenimento della pressione, i medicinali più costosi e con
il brevetto non ancora scaduto, non sono più efficaci di quelli generici e più
economici, sono solo l'ultimo grido della farmaceutica, i medicinali diuretici a
basso dosaggio generici sono efficaci e hanno meno rischi. Nel 2003 il Novarsc
della Pfizer è diventato il farmaco per la pressione più venduto.
Negli Usa la prima domenica di maggio è una giornata dedicata all'ipertensione,
le chiese d'ogni confessione esortano i pazienti a misurarsi la pressione e
l'ente pubblico National Institutes of Health raccomanda il controllo della
pressione, contando sulla collaborazione dei membri del clero.
In realtà persino con la pressione alta, il rischio di cardiopatie è basso,
perché queste dipendono da varie cause, purtroppo, manipolando il concetto di
normalità, le persone sane sono messe tra quelle malate, ciò accade perché
l'industria farmaceutica ha l'interesse a pubblicizzare malattie che non
esistono e a vendere medicinali.
Il disturbo disforico premestruale DDPM è una delle ultime malattie
lanciate, si dice che è una malattia psichica, però la dottoressa Paula Coplan,
della Brown University, dice che questa malattia è stata costruita
sui sintomi di sofferenza di alcune donne nei giorni precedenti il ciclo.
Però l'FDA ha riconosciuto questa malattia ed ha autorizzato per la sua cura il
Prozac della Lilly e altri antidepressivi, comunque questo disturbo non è
indicato tra le malattie dal WTO, ma è stato inserito nel prontuario americano
delle malattie psichiatriche.
Ciò malgrado, una valanga di pubblicità a favore della cura ha invaso TV e
riviste, rivolta alle donne giovani, alle quali si dice che gli sbalzi d'umore
prima del ciclo non sono normali, ma denunciano un disturbo psichico,
afferma che il DDPM è una malattia invalidante che deve essere diagnosticata e
curata.
La pubblicità esagera i benefici delle cure e l'FDA a volte ha definito
questa pubblicità ingannevole, però le società non sono state multate ed i
dirigenti delle case farmaceutiche non sono stati chiamati a renderne conto.
Si parte con l'idea che normali esperienze umane sono sintomi di malattie
curabili con i farmaci, s'invitano i cittadini a consultare i medici perché si
sa che sono collusi con le case farmaceutiche, però, se si promuovono le
malattie, si medicalizza la vita intera, s'inculca l'idea che basta prendere una
medicina per risolvere qualunque problema fisico, psichico e di relazione.
Eppure gli antidepressivi prescritti per il DDPM, come il Prozac, hanno effetti
collaterali, generano difficoltà sessuali e aumentano i rischi di comportamenti
suicidi, inoltre, la promozione massiccia di malattie come il DDPM, induce
persone sane a considerarsi malate e ad optare per terapie farmacologiche.
L'industria farmaceutica sostiene che la pubblicità è necessaria perché tante
persone sono sottodiagnosticate e sottocurate, in realtà accade anche che tanti
si curano con farmaci pur non avendone bisogno. Di recente i paesi europei hanno
bocciato la promozione del Prozac della Lilly per la cura del DDPM,
perché questo disturbo non era una patologia.
Il DDPM si caratterizza da irritabilità, instabilità e tensione prima del
ciclo, però tante donne non credono che ciò sia anormale, ciò malgrado, ogni
volta che il prontuario americano dei disturbi mentali è rivisto, sono aggiunti
nuovi disturbi, alla fine fu aggiunto anche il DDPM, citato come disturbo
depressivo.
La psichiatra Sally Severino dice che i dati non dimostrano che il DDPM
sia una malattia, dice che fu classificato come disturbo depressivo solo per
favorite gli interessi delle case farmaceutiche (American Jurnal of
Psichiatry 1989 pp.892-7).
Alla fine degli anni '90 il Prozac della Lilly, denominato comunemente
Fluoxetina, stava per perdere il brevetto, così la società ottenne di potere
utilizzare il medicinale per il nuovo disturbo DDPM, riuscì anche ad avere
l'approvazione dell'FDA, però gli cambiò nome ribattezzandolo Sarafem.
Lo specialista di marketing farmaceutico Vince Parry dice che la storia de DDPM
e del Serafem è un esempio di come le società farmaceutiche creano malattie e
poi le associano ad un prodotto, Parry collaborò anche con la campagna
promozionale della Lilly per questo prodotto: "The art of branding a
condition- MM&M maggio 2003".
Certi problemi delle donne possono anche dipendere da relazioni violente, vita
stressante, povertà, molestie, che non si possono risolvere con una medicina,
comunque, in USA la promozione di questa malattia e relativa cura è continuata.
Questi antidepressivi, che dovrebbero curare donne scontrose, emotive e
irritabili, hanno degli effetti collaterali negativi.
L'FDA, ente pubblico di vigilanza sulle società farmaceutiche, ha
approvato altri medicinali per la cura del DDPM, come lo Zoloft della Pfizer e
il Paxil della GSK, il presidente Bush ha anche nominato come ufficiale
giudiziario dell'FDA un personaggio legato alle società farmaceutiche, il quale
ha ridotto controlli e ammonimenti alle case farmaceutiche.
Il disturbo d'ansa sociale è divenuto un'altra patologia e si cura con il Paxil,
che è un antidepressivo della GSK, la relativa campagna pubblicitaria è
stata curata dalla società di comunicazione e pubbliche relazioni Cohn &
Wolfe, che aiuta le case farmaceutiche anche a districarsi con la burocrazia
dell'FDA per avere l'autorizzazione ad immettere nel mercato i medicinali;
questo prodotto divenne l'antidepressivo campione d'incassi, a fianco di
Prozac e Zoloft.
La campagna era rivolta ai timidi, a quelli che hanno paura di parlare in
pubblico, a quelli ai quali a volte il cuore batte forte, a quelli che hanno
paura di stare nel palcoscenico, a quelli che hanno paura degli esami e di
essere interrogati dagli insegnanti, a quelli che arrossiscono facilmente e a
quelli che hanno paura di essere osservati e giudicati.
Per il lancio si organizzarono teleconferenze, con la consulenza medica di
psichiatri universitari che affermavano che il disturbo d'ansia sociale o
fobia sociale non era semplice timidezza e minava una vita normale, così nacque
una nuova malattia mentale, che fu inserita nel prontuario della psichiatria
americana, ma non nel prontuario internazionale di malattie mentali.
Comunque, si notò che chi smetteva l'uso di Paxil aveva una crisi d'astinenza,
cioè il medicinale dava dipendenza come le droghe, che il medicinale induceva
pensieri suicidi in bambini e adolescenti, tanto che le autorità inglesi
ne proibirono l'uso, chi smette il farmaco è agitato e nervoso.
Negati dalla GSK e ignorati dalle autorità sanitarie, i problemi d'astinenza
causati dal Paxil furono denunciati da associazioni di consumatori, però la
campagna pubblicitaria della Cohn & Wolf non dava informazioni su questi
effetti collaterali,
Per questi disturbi non esiste un esame del sangue per diagnosticarli, sono
malattie sintomatiche, le società farmaceutiche però dicono di voler
riconciliare le persone con se stesse, purché si riconoscano malate,
perciò gonfiano ad arte il numero delle persone colpite da questa infermità.
La pubblicità farmaceutica era camuffata da informazione e confidava sulla
collaborazione di un campione dello sport che si diceva uscito dalla malattia
con il Paxil, però in America 10.000 persone hanno fatto causa alla GSKL, perché
il Paxil ha creato loro dipendenza.
Lo psichiatra di Los Angeles, Davis Healy, denuncia l'eccesso d'uso
di Paxil, che dà dipendenza e porta a pensieri suicidi, inoltre, fa
notare che gli antidepressivi non sono più efficaci di un placebo nel curare.
Nel 2003 le autorità inglesi sconsigliarono l'uso di questo medicinali per i
bambini, nel 2004 il procuratore generale d New York, Elliot Spitzer,
iniziò un'azione legale contro la GSK, accusandola d frode, per aver ingannato
medici e consumatori, la GSK chiuse la questione con un transazione, pagando
2,5 milioni di dollari di risarcimento allo stato di New York.
Anche questa malattia era imputata ad uno squilibrio chimico del cervello,
curabile con il Paxil, in realtà l'umore delle persone probabilmente non
dipende dalla serotonina o dai medicinali, ma dall'istruzione, dall'ambiente,
dalle abitudini, dalla condizione sociale e dalla salute.
Per prevenire l'osteoporosi e le fratture, s'invita la gente a misurare la
densità ossea, la campagna rivolta alle donne per eseguire i relativi
test, è utile per vendere medicine che procurano modesti benefici e danni
collaterali.
L'osteoporosi è un processo che colpisce le persone d'età avanzata, la
campagna pubblicitaria fa perno sulla paura delle fratture perché la frattura
delle anche delle persone anziane, conseguente a cadute, è un problema reale.
Però la prevenzione si può fare con il cambiamento dello stile di vita, con la
dieta, rimuovendo i tappeti su cui s'inciampa, eliminando il fumo e riducendo il
peso corporeo. Va tenuto anche conto che il corpo si regge, non solo sulle ossa,
ma anche sui muscoli e gli anziani perdono massa muscolare.
Le associazioni per prevenire l'osteoporosi sono finanziate dalle case
farmaceutiche, lo scopo è trasformare donne sane in malate, la società
farmaceutica Merck dice che questa malattia è sottodiagnosticata e sottocurata
e ammonisce le donne in menopausa o vicine alla menopausa, più a rischio delle
altre.
In realtà la diminuzione della densità ossea rappresenta solo un sesto
del rischio di frattura, contano anche la massa muscolare e le cadute, che sono
letali anche per le persone con le ossa giovani.
Nel 1999 il dottor Terence Wilkin, dell'Università d Plymouth, sul British
Medical Journal scriveva che i test sulla densità ossea non servono ad evitare
fratture, affermava che bisognava guardare anche all'architettura delle ossa,
oltre che alla loro densità minerale, inoltre invitava a prendere questi
farmaci solo dopo i 65 anni.
Però con l'aiuto d'agenzie di pubbliche relazioni e di medici collusi, cioè
comprati, le case farmaceutiche spinsero le associazioni private a pretendere
dal governo dei test a buon mercato per tutti, perciò il governo autorizzò
unità mobili per la misurazione del test, gli osteobus, che presero a vagare in
USA e in Europa, s'invitavano le donne di 30 anni a fare il test, la Merck
contava sul suo medicinale Fosamax.
Questi famaci non prevengono le fratture, alle persone sane e a basso rischio
fanno più male che bene, se la pubblicità dice che riducono il rischio di
fratture del 50%, in realtà i benefici della terapia sono minimi.
Prima del Fosamax, per combattere l'osteoporosi e le fratture, era
suggerita la terapia ormonale sostitutiva TOS, che però favoriva infarti,
ictus, emboli e cancro al seno, invece il Fosamax faceva danni all'esofago e
allo stomaco, produceva eruzioni cutanee, mal di testa e dolore muscolare.
Conseguentemente, in Usa ci sono state migliaia di denunce contro il farmaco
della Merck, che perciò ha consigliato di usare le pastiglie di Fosamax
solo una volta alla settimana, mentre prima consigliava di prenderle tutti i
giorni.
Purtroppo, chi si cura con una medicina contro l'osteoporosi, riduce le cautele
per non fratturarsi e per non cadere e perciò è a doppio rischio, chi ha le
ossa fragili e muscolatura ridotta, deve fare ginnastica per rinforzarle e non
deve smettere di farla per evitare le fratture, perché la ginnastica sviluppa
la muscolatura e irrobustisce le ossa.
Il dottor Ken Bassett dice che questi testi sono inutili come quelli sul
colesterolo, invece bisognerebbe cambiare stile di vita, l'associazione inglese
GeneWatch ha affermato che l'industria farmaceutica e della biotecnologia si
prepara ad esami genetici di massa per le malattie diffuse, perché ciò
consente loro di espandere il mercato. Oggi il sistema sanitario preferisce
sprecare soldi in test e terapie inutili, mentre gli enti pubblici, come l'FDA,
sono succubi della case farmaceutiche.
La sindrome dell'intestino irritabile IBS, fece nascere il farmaco
Lotronex della GSK, autorizzato dall'FDA per le donne che hanno dolori di
stomaco, costipazione e diarrea, ben presto, anche questo farmaco dimostrò
gravi effetti collaterali, tanto che nel 2002 il dirigente dell'FDA, Paul
Stolley, ne aveva proposto il ritiro, infatti, il farmaco provocava costipazione
acuta e colite ischemica, anche fatali, mentre i benefici erano molto modesti.
Le feci si comprimevano e le pareti intestinali si perforavano, generando
infezioni, la colite ischemica è infarto dell'intestino, dove il sangue smette
di affluire, con la morte dei tessuti. Normalmente costipazione e diarrea sono
fenomeni lievi e passeggeri e non necessitano di cure, però siccome l'FDA aveva
autorizzato il medicinale, questo medicinale mortale era pubblicizzato e
venduto.
Purtroppo il controllo sulla sicurezza dei farmaci, fatto dall'FDA, era
finanziato dalle case farmaceutiche, il comitato consultivo dell'FDA, che dava
il parere sui farmaci, seguiva le indicazioni delle case farmaceutiche. Anche in
Australia le case farmaceutiche finanziano il 100% delle spese del relativo ente
di vigilanza, uno dei tanti casi di conflitto d'interessi.
Ricercatori esterni all'FDA giunsero a giudizi simili a quelli di Stolley sul
Lotronex, la rivista The Lancet ed i medici dell'associazione di consumatori
Public Citizen affermavano che il medicinale era poco più efficace di un
placebo nel curare il disturbo, ma aveva gravi effetti collaterali, perciò ne
chiedevano il ritiro.
Aumentavano anche le segnalazioni di decessi causati dal farmaco, però l'FDA
tardava a prendere provvedimenti, poi la società farmaceutica GSK lo ritirò
volontariamente e momentaneamente dal mercato, diciotto mesi dopo lo reimmise
nel mercato, perché un'associazione di pazienti, sovvenzionata dalla GSK,
aveva scritto all'FDA perché il medicinale fosse reimmesso nel mercato.
Perciò il comitato consultivo dell'FDA riautorizzò il Lotronex, imponendo però
delle cautele nelle prescrizioni e l'addestramento dei medici, però poi l'FDA
riapprovò il Lotronex, ignorando le raccomandazioni del comitato, ma seguendo
le blande indicazioni della casa farmaceutica GSK.
Nel 2001 il giornale The Lancet attaccò l'FDA, giudicandolo non indipendente
dalla case farmaceutiche, il giornalista David Willman, su un numero del Los
Angeles Times del 2000, aveva denunciato sette medicinali mortali tra cui il
Lotronex e l'articolo vinse il premio Pulitzer, nel 2002 il British Medica
Journal insinuava che proprietario dell'FDA fosse l'industria
farmaceutica.
Come negli altri disturbi, solo una bassa percentuale della popolazione
presenta i sintomi d'intestino irritabile acuti o IBS, normalmente le
indisposizioni sono leggere e passeggere, ma la GSK avrebbe voluto dare il suo
medicinale a tutti, a tal fine si serviva della propaganda di star e della
collusione dei funzionari dell'FDA. Si voleva che la sindrome dell'intestino
irritabile fosse considerato un disturbo comune e curabile con i medicinali.
Collaboravano alla propaganda, medici, farmacisti, associazioni di pazienti,
rappresentanti di medicinali, personaggi celebri, la casa farmaceutica
sponsorizzava congressi medici e campagne di sensibilizzazione, tante
risorse economiche erano utilizzate per promuovere prodotti costosi,
inutili o dannosi.
Alla fine la dose raccomandata di Lotronex fu dimezzata, però la Novartis
svizzera lanciò un medicinale concorrente per l'IBS, cioè lo Zelnorm, che
aveva parimenti benefici discutibili e presentava problemi di sicurezza seri per
la salute.
Un'associazione di consumatori sosteneva che le case farmaceutiche, per esaltare
i benefici dei farmaci, manipolavano i dati, in effetti, c'era una grande
distanza tra i messaggi promozionali della case farmaceutiche e la verità
scientifica che gli esperti non volevano dire.
Con ambiguità e forse per proteggere un'industria nazionale da una straniera,
l'FDA autorizzò lo Zelnorm, però invitò la Novartis a sospendere la pubblicità
ingannevole sui benefici del farmaco.
Un'altra malattia sponsorizzata dalle case farmaceutiche è la disfunzione
sessuale femminile, o FSD, a tale riguardo, a Parigi fu organizzato un convegno
internazionale per medici, fu una bella vacanza pagata per medici e loro
famiglie, alcuni anni prima a Parigi si era tenuto un altro convegno sulla
disfunzione erettile maschile.
Secondo alcuni ricercatori però non esiste questa patologia chiamata FSD,
dicono che le case farmaceutiche hanno inventato quella malattia, al convegno
gli oratori erano pagati dalle case farmaceutiche, uno degli sponsor era la
Pfizer, che progettava di vendere il Viagra anche alle donne.
La psicologa Leonore Tiefer, docente di medicina all'università di New York,
rifiuta legami con le case farmaceutiche e si è pronunciata contro la
medicalizzazione delle difficoltà sessuali femminili, afferma che la malattia
è sponsorizzata dalle case farmaceutiche www.fsd-alert.org e che i
convegni che sostengono la cura della FSD erano finanziati da case
farmaceutiche.
Le case farmaceutiche si aspettano profitti dai medicinali che dovrebbero
garantire la qualità della vita, da quelli contro la depressione, contro
l'obesità, contro la perdita di capelli, contro gli effetti dell'invecchiamento
e contro la caduta della sessualità.
Comunque, manca un accordo sulla definizione della disfunzione sessuale
femminile, gli psichiatri e il loro prontuario DSM dicono che si riconosce
dalla mancanza di desiderio, d'eccitamento, d'orgasmo e dal dolore, con
statistiche false, affermano che colpisce molte donne.
La Pfizer sponsorizza convegni e la formazione dei medici sulla disfunzione
sessuale femminile e, contemporaneamente, fa pubblicità al suo Viagra, che
dovrebbe prevenire l'impotenza e facilitare l'erezione, il dottor Irwin
Goldstein ha raccomandato di prendere il farmaco contro l'FSD tutti giorni, con
problemi di sicurezza, lo scopo delle case farmaceutiche è di passare da una
medicina ogni tanto ad una medicina per tutti i giorni, come si fa per
l'ipertensione.
Il dott.Irwin Goldstein al convegno di Parigi ha detto che il disturbo FSD è
dovuto all'insufficiente afflusso di sangue al clitoride ed alla vagina, si è
pronunciato a favore delle cure per la disfunzione sessuale femminile, alle
donne ha consigliato anche ormoni androgeni, come il testosterone con cerotto,
prodotto dalla società Proctor & Gamble, che sponsorizzava il
convegno.
Però la dottoressa Lenore Tiefer ribatteva che il discorso sulla sessualità
femminile non si poteva fermare ai genitali, perché l'amore si fa anche
con la testa, e denunciava gli effetti collaterali del testosterone, diceva che
i problemi di coppia dipendevano anche dallo stress, da problemi biologici, di
rapporto e d'emotività, inoltre da cause culturali, sociali ed
economiche.
Anche il dottore John Bancroft, dell'istituto Kinsey dell'Università
dell'Indiana, afferma che il termine di disfunzione sessuale femminile è
fuorviante e che l'inibizione sessuale dipende anche da stress, stanchezza e
difficile relazione di coppia.
E' assurdo collocare una persona che non ha desiderio sessuale tra i malati,
invece l'industria farmaceutica, per curare la malattia, ha lanciato
anche la crema Alista, che si applica sui genitali femminili, la quale dovrebbe
offrire una speranza di guarigione sessuale alle donne.
Mentre il British Medical Journal sosteneva le tesi della dottoressa Tiefer, la
Pfizer testava il Viagra sulle donne e scopriva che non era più efficace
di un placebo, per quanto riguarda il cerotto a testosterone della Procter &
Gamble, fu respinto momentaneamente dall'FDA a causa dei suoi effetti
collaterali e perché le difficoltà sessuali non si potevano curare con il
testosterone.
Mentre lo stato americano, ma anche l'Europa e l'Italia, si rifiutano di
tracciare un confine tra salute e malattia, i medici scrivono ricette, sotto
l'influenza di campagne promozionali della case farmaceutiche, però, quasi per
miracolo, l'American Medical Student Association, per statuto, rifiuta i
finanziamenti e gli omaggi delle società farmaceutiche.
Speriamo che questi futuri medici non cambieranno idea, quando faranno carriera,
dopo tante azioni legali, le prove sui danni del tabacco hanno fatto fare un
passo indietro all'industria delle sigarette, anche se non è vero che i giudici
sono sempre indipendenti, forse un giorno accadrà la stessa cosa per le
medicine.
In Usa associazioni, giornali e persone singole criticano queste speculazioni
sanitarie e alcuni giudici hanno condannato i grandi produttori, non avviene così
in tutti i paesi del mondo, comunque, recentemente in USA è stata adottata una
legge che rende più difficili i risarcimenti ai cittadini colpiti dalle
medicine, in queste cause collettive, promosse da associazioni private, la
competenza è stata trasferita dagli stati alla corte federale, senza la
presenza dei giurati popolari.
Quanto detto per la sanità USA, vale anche per l'Italia, anche in Italia si
specula sulla sanità, anche nella sanità italiana esistono conflitti
d'interesse e nel paese non si tiene veramente conto della salute e
dell'interesse della gente, mentre la spesa sanitaria aumenta sempre di più.