Secondo
il marxismo l'uomo nasce buono e diventa cattivo per causa delle istituzioni
sociali: questa è la tesi di un anticomunista. Io
so che Marx aveva detto: tutti gli uomini nascono uguali, solo la società li
rende diversi.
A
mio avviso l’uomo nasce egoista, cattivo, aggressivo: questa è la vera natura
umana. Solo la società lo socializza, lo rende apparentemente
"buono", ma non appena si vede perso e vede compromessi i suoi bisogni
naturali, allora si scatenano in lui tutti gli istinti primordiali. Il ben
pensante li associa allo stato di "follia".
Praticamente
l'uomo è un animale sociale e ha imparato che, alleandosi con i suoi simili, può
ottenere molto di più se dovesse vivere in modo isolato.
Quindi
la bontà dell'uomo è solo finalizzata ad un maggiore egoismo. Poi ha imparto
anche a utilizzare altri suoi simili. Così sono nati la schiavitù, il
servaggio e l'attuale lavoratore dipendente e operaio e, per controllare questi,
gli eserciti e le forze di polizia.
E
l'amore filiale verso i piccoli? E' un misto di orgoglio, bisogno di affetto,
sessualità verso il coniuge ma anche verso il piccolo. La tenerezza che suscita
un piccolo fa anche parte del nostro istinto ancestrale di schiavizzare chi è
più debole di noi da poter poi utilizzare nel momento di bisogno. Una volta
sentivo ripetere spesso che i figli sono il bastone per la vecchiaia. Oggi ci
sono le pensioni.
Succede
anche che, appena i bambini crescono e cominciano a ribellarsi all’autorità
paterna, allora anche l'affetto filiale va a farsi a benedire
L'invidia?
E' l'odio verso chi ha più noi, come ricchezza, ma anche come prestanza
fisica...
Tutta
la storia dell'umanità è un'incessante storia di lotte, furti, rapine,
ribellioni, proteste, insubordinazione, corruzioni, guerre. Tutte queste hanno
origine solo perché alcuni vogliono imporre il proprio dominio su altri, i
quali poi fanno di tutto per liberarsi dallo loro stato sudditanza e di schiavitù,
nelle varie forme, da quelle più rozze (schiavismo) a quelle più
"civili", più "addolcite" come il lavoro servile e quello
dipendente mercificato.
Proprio
per la sua natura egoista e aggressiva, il privilegiato non farà mai nulla per
rendere la vita migliore ai meno abbienti, anche quando dimostra di essere
"generoso". In questo caso è solo opportunismo, perché pensa di
perdere i suoi servizi. Fosse per Signori e Padroni staremmo ancora all'età
della pietra; viceversa, per gli stessi motivi, lo schiavo, il servo, il
subalterno fanno di tutto per liberarsi dalle loro catene.
Allora
ribellarsi diventa un dritto naturale.
Ho sentito di esperimenti fatti dai nazisti sui deportati ebrei nei campi di concentramento. Consistevano nel far azionare ad una madre due pulsanti collegati a dei generatori di tensioni elettriche. Con uno veniva "fulminata" la madre, con l'altro, il proprio figlio. Quasi sempre la madre sceglieva di fulminare il figlio. A mio avviso questo gesto poteva essere interpretato anche come volere far risparmiare al figlio altre sofferenze.
Francesco Lantana