NOVE BUONE RAGIONI PER
NON
COSTRUIRE UN INCENERITORE
1.
Il Decreto Ronchi del 1997 e la legge della Regione toscana del 1998 stabiliscono che il problema rifiuti deve essere risolto preferibilmente con la riduzione dei rifiuti prodotti,
ad esempio mediante il minore uso degli imballaggi, e la raccolta separata finalizzata al riciclaggio.
2.
Gli inceneritori funzionano bruciando la carta, la plastica ed il legno ecc. contenuti nei rifiuti. Costruire inceneritori significa quindi vanificare le raccolte differenziate di
questi materiali necessari per la combustione.
3.
Durante la combustione dei rifiuti non solo si liberano metalli tossici, ma si formano anche nuove sostanze cancerogene, come diossine e furani, tutte sostanza queste che non sono
significativamente filtrabili neanche dai più sofisticati sistemi di abbattimento.
4.
I residui della combustione che escono dagli inceneritori sono costituiti da polveri e ceneri altamente tossiche; hanno quindi bisogno, per motivi sanitari, di lavorazioni e
discariche molto più costose di quelle normalmente usate per i rifiuti comuni.
5.
Gli inceneritori non producono energia ma la consumano. Infatti la selezione, l'essiccatura, la pressatura ed il trasporto dei rifiuti richiedono complessivamente più energia di
quella ottenuta dalla loro combustione.
6.
La convenienza economica dell'incenerimento esiste solo per le ditte che lo gestiscono, mentre i cittadini sono costretti a pagarne l'onere. Infatti l'energia elettrica prodotta
viene venduta all'Enel ad un prezzo molto maggiore di quello di mercato. La differenza la paga lo Stato con le nostre tasse. Come se non bastasse il salasso già subito per i
rifiuti!
7.
Secondo uno studio del nostro comitato, una modesta raccolta differenziata, ad esempio al 40%, garantirebbe nella Provincia di Livorno la creazione di 90 nuovi posti di lavoro, più
altri 20 nella stagione estiva. Un moderno inceneritore invece impiega al massimo 25-30 persone. Puntare sugli inceneritori significa quindi mortificare le possibilità
occupazionali.
8.
Tenuto conto che la provincia di Livorno è già fortemente inquinata, appare assai discutibile la decisione di inserire in questo contesto il grosso inceneritore previsto dal
nuovo piano provinciale dei rifiuti. Si noti, a tal proposito, che questo inceneritore è destinato a provvedere allo "smaltimento" dei rifiuti di mezza toscana. Ci
troveremmo così ad avere a che fare con un altro grande inceneritore, oltre a quelli già esistenti della centrale Enel e della raffineria Agip.
9.
Il comitato Salute Ambiente ha proposto un piano alternativo che, sulla base dei dati forniti dalla nostra provincia, prevede la riduzione del 12% dei rifiuti prodotti ed una
raccolta differenziata pari al 52%. La provincia di Livorno potrebbe, in tal modo, chiudere l'attuale inceneritore del Picchianti entro il 2002 ed inviare in discarica una quota
limitata di rifiuti secchi e non inquinanti.
Ottobre 2000