I termovalorizzatari comunicano un’illusione:

i rifiuti vi entrano e, magicamente, scompaiono. Non è così

 

1.    I termovalorizzatori non distruggono i rifiuti, ma ne cambiano solamente la composizione chimica. Inoltre durante la loro combustione si formano nuove sostanze (Diossine, furani, inquinanti organici)   e si liberano dei metalli, che non sempre sono filtrabili neanche dai più sofisticati sistemi di abbattimento. Tutte queste sostanze risultano essere altamente tossici, cancerogeni e mutageni. Le ceneri devono essere destinate in discariche speciali molto più costose di quelle normalmente utilizzate per i rifiuti comuni. Praticamente sono delle fabbriche di veleni.

2.  Tutte queste sostanze finiscono nei suoli, dai suoli nei vegetali e da questi negli animali che se ne cibano; accumulandosi nei lipidi raggiungono le concentrazioni più elevate negli organismi al vertice della catena alimentare, cioè negli uomini e tra questi nelle nuove generazioni.

3.   I termovalorizzatori bruciano principalmente la carta, la plastica, il legno, ecc., cioè prevalentemente i materiali che potrebbero essere recuperati. Costruire termovalorizzatori significa quindi vanificare le raccolte differenziate di questi materiali.

4. Finanziariamente i termovalorizzatori rappresentano un affare (sporco) soltanto perché godono di contributi statali, poiché falsamente vengono equiparati alle fonti di energie rinnovabili. Essi producono sì energia, ma in quantità minore di quanto ne consumano, e a scapito della qualità dell’aria e del suolo, perché vengono inquinati di nuove sostanze tossiche, cancerogene e mutagene.

5.  Esistono soluzioni meno costose, non inquinanti e non dannose per la nostra salute, già operative in città della Lombardia, del Veneto, ma soprattutto nel Nord Europa e negli USA.

6. Queste soluzioni privilegiano la raccolta differenziata “porta a porta” e il Trattamento Meccanico Biologico a freddo (TMB), mediante i quali si riesce a differenziare quasi tutto.

7.   La Comunità Europea prevede una linea di intervento sulla gestione dei rifiuti che in ordine di priorità si riassume con le 4 erre: 1) Riduzione alla fonte; 2) Riutilizzo/Riuso; 3) Raccolta differenziata porta a porta; 4) Riciclo/Recupero dei materiali.

8.   Con il raddoppio del termovalorizzatore del “Picchianti”, si brucerà spazzatura in quantità doppia. Molto di più di quella prodotta dai livornesi. Di conseguenza in tutta la città vi sarà: 1) un peggioramento della qualità dell’aria; 2) maggiori rischi per la salute; 3) maggiori spese sanitarie; 4) una forte riduzione dei valori della case e degli immobili.

Per la tutela della tua e nostra salute ti chiediamo di aderire al Comitato “Rifiuti Zero” di Livorno e di partecipare alle nostre riunioni :

 

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