10000 persone ad Acerra in corteo contro l'inceneritore
per la bonifica ed un altro piano verso "rifiuti zero"
By diabolik - Posted on Marzo 15th, 2008
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L’INCENERITORE DI ACERRA: UN IMBROGLIO DA MANDARE IN FUMO La Rete Campana Salute ed Ambiente è oggi in piazza a fianco dei cittadini di Acerra per contestare l’ennesimo attacco alla salute ed all’economia del territorio, perpetrato dal governo nazionale e del Commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania, in spregio allo stato di diritto. Il dimissionario governo Prodi ha ben pensato di emanare a febbraio due ordinanze che, con il pretesto di risolvere la crisi regionale del sistema di smaltimento dei rifiuti, costituiscono invece un cospicuo regalo alla potente lobby degli inceneritori ed un ulteriore attentato alla democrazia.
La prima ordinanza - emanata il 6 febbraio - estende i CIP6 (incentivi pubblici ottenuti con un’aliquota del 7% sulle bollette Enel), che l’ultima legge Finanziaria limitava ai soli impianti operativi al 31 dicembre 2007, anche al costruendo "termovalorizzatore" di Acerra nonchè a quelli previsti a S. Maria la Fossa e nella provincia di Salerno; la seconda - firmata il 20 febbraio - consente la combustione nell’impianto di Acerra di tutto il materiale fuori norma (dalle ecoballe al FOS) prodotto finora negli impianti di CDR campani.
Quali sono gli effetti di questi provvedimenti, è presto detto:
1) si garantiscono cospicui margini di profitto parassitario alle aziende che si aggiudicheranno la gestione degli impianti di termodistruzione previsti in Campania, rendendo nuovamenteappetibile la gara d’appalto per la gestione dell’impianto di Acerra, andata finora deserta;
2 ) una volta terminato, l’inceneritore di Acerra potrà bruciare i 7 milioni di ecoballe non a norma accumulate in questi anni (e quelle che ancora si producono mischiando rifiuti indifferenziati a rifiuti speciali), sollevando così il Governo dall’onere di individuare soluzioni di smaltimento alternativo e la FIBE dall’esigenza di fornire alle banche garanzie creditizie diverse da quelle connesse alla combustione delle balle di sua proprietà;
3) l’impianto di Acerra, declassificato - di fatto - da termovalorizzatore a termodistruttore, non dovrà più essere adeguato alle prescrizioni contenute nel parere di compatibilità ambientale;
4) si renderá probabilmente superfluo o quanto meno rinviabile il previsto "revamping" degli attuali impianti di produzione di CDR, potendo continuare a bruciarsi la loro produzione di ecoballe fuori norma nell’impianto acerrano. Si chiude così una manovra che permette ai politici ed alle imprese responsabili del disastro ambientale campano di eludere le proprie responsabilità, continuando ad operare e realizzare profitti: l’ultimo tassello è la decisione del prefetto Sottile, Commissario per la liquidazione dei conti dell’emergenza rifiuti, di affidare proprio alla FIBE il completamento dell’inceneritore di Acerra! La sollecitudine del Governo per completare quest’opera è del resto tale che, ad onta di tanta retorica circa gli incidenti sul lavoro, nel cantiere si sorvola disinvoltamente sull’osservanza delle norme basilari per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Di fronte a queste politiche vergognose e criminali, occorre rilanciare con forza la lotta per il blocco dei lavori dell’inceneritore e la sua definitiva chiusura, nonchè per l’avvio inmediato della bonifica dei territori contaminati dallo sversamento continuo di rifiuti e residui della produzione industriale. Vivere in un ambiente sano è un diritto inalienabile dei cittadini e non deve essere lasciato spazio a compromessi indegni, come quello che vorrebbe barattare il risanamento del territorio con la riconversione dei campi inquinati a produzioni non commestibili: una manovra per alimentare il promettente business della combustione delle biomasse, la nuova frontiera speculativa della lobby inceneritorista.
Vanno inoltre denunciate con chiarezza le ambiguità dell’amministrazione comunale di Acerra e delle forze politiche che lo sostengono, le quali hanno in questi anni contribuito con pratiche compromissorie a togliere forza e legittimità al movimento di lotta contro l’inceneritore, ed oggi si fanno paladine della protesta per mere ragioni elettoralistiche.
Acerra e le popolazioni in lotta della Campania non sono sole: la battaglia contro gli inceneritori, per un altro modello di gestione dei rifiuti e nuove forme di democrazia è estesa a tutto il paese e cresce giorno dopo giorno; cosí come si rafforza in adesioni e coesione il Patto di Mutuo Soccorso stabilito tra tutte le comunità del paese che contestano le grandi opere lesive della salute, dell’ambiente e delle economie locali. Oggi da Acerra lanciamo anche un messaggio di solidarietá ai comitati di Albano nel Lazio che in questo stesso momento sono in piazza per contestare la realizzazione di un inceneritore nel loro territorio.
LA LORO LOTTA È ANCHE LA
NOSTRA.
CHIUDIAMO DEFINITIVAMENTE L’INCENERITORE DI ACERRA!
PRETENDIAMO L’AVVIO IMMEDIATO DELLA BONIFICA DEI TERRITORI INQUINATI!
LOTTIAMO PER UN NUOVO PIANO REGIONALE DEI RIFIUTI SENZA MEGADISCARICHE ED INCENERITORI, PARTECIPATO CON LE POPOLAZIONI ED ISPIRATO ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO!
Napoli, 15 marzo 2008 Rete Campana Salute ed Ambiente