CRISTIANESIMO ED EBRAISMO

(Di Silvio Basile)

 

Francesco:

Tutto sommato il Cristianesimo è meno peggio dell'ebraismo e dell'islam: le regole sono più vaghe e poi sente molto l'influsso del paganesimo che è spesso gioia di vivere.

 

Silvio:

Evidentemente parli, più che del cristianesimo, del cattolicesimo! Il cristianesimo protestante, specie se di tipo calvinista e, in modo particolarissimo, il cristianesimo fondamentalista protestante americano (cioè il "fondamentalismo" in senso proprio), quanto a negazione della gioia di vivere è infinitamente peggio dell'ebraismo e dell'islam.

 

Sento qui la necessità di aggiungere che c'è un pregiudizio tipico dei laici dei paesi cattolici (e dei laici italiani, in modo particolare, come espressione di un'esterofilia tipica di questo nostro strano paese che conosce una sola forma di orgoglio nazionale, quello della pasta asciutta...): l'idea che il mondo protestante, in generale, sia più "aperto", più tollerante, più "moderno" del mondo cattolico. Un pregiudizio che Nietzsche (figlio e nipote di pastori protestanti) proprio non aveva.

 

In realtà, il cristianesimo più aperto, razionalista, preliberale, è stato solo quello, cattolico o protestante, influenzato dalla cultura umanistica (che si rifaceva a modelli precristiani): da un lato, è il cattolicesimo di Erasmo da Rotterdam, dall'altro, soprattutto, è il protestantesimo dei riformatori italiani, i Socino, zio e nipote. Da notare che i sociniani (così detti "antitrinitari") furono perseguitati non solo dai cattolici, ma anche e soprattutto dai protestanti in Europa. Gli "unitarians" americani, se ne possono considerare un'ultima propaggine. Ma il protestantesimo tollerante e razionalista degli "unitarians" (di Emerson o di Hawthorne), che, con Thoreau, ha anche aperto nuove e importanti prospettive politiche (il pacifismo fino alla disobbedienza civile, l'ecologismo, la non-violenza), è l'eccezione, non la regola, del protestantesimo americano: la regola è costituita semmai dai fanatici che ammazzano il medico abortista, perché loro sono a favore... della vita.

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